venerdì 14 marzo 2014

Reportage Verticale Tenuta di Bagnolo, Marchesi Pancrazi (Prato)




In un'area atipica per la coltivazione del Pinot Nero, si realizza dalla fine degli anni ottanta un vino che al suo esordio fece parlare molto di sé e che colpì gli addetti ai lavori per qualità e finezza.
La Tenuta di Bagnolo è composta da 5 Ha di vigneto, produce 12000 bottiglie c.a. tra: "Villa di Bagnolo" (8000 bott.) realizzato dalla vinificazione di 7 cloni di Pinot Nero provenienti dalla Borgogna, il "Rosato" (2000 bott.) realizzato sempre dalla vinificazione degli stessi cloni e il Cru "Vigna Baragazza" (2000 bott.) prodotto dalla vinificazione di un'unica vigna ricavata dalla selezione clonale, in seguito agli studi avvenuti negli anni attraverso microvinificazioni sui vari cloni che hanno portato l'Enologo Niccolò D'Afflitto e la proprietà a designare il clone 777 proveniente dalla Borgogna, il più adatto a donare vini longevi, di elevata qualità, per le caratteristiche pedoclimatiche e della struttura del suolo.


In queste serate si ha la possibilità di riconoscere le variazioni delle differenti annate dovute sia alle condizioni climatiche, sia alle tecniche adottate in vigna ed in cantina.
La storia della Tenuta e della casualità che ha portato il Pinot Nero a Bagnolo (il vivaista ha venduto delle barbatelle di Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese, per Sangiovese) ci è stata raccontata dal proprietario Dott. Giuseppe Pancrazi, il quale ha attinto dalla sua cantina per farci degustare 9 annate differenti tra loro ma con un unico filo conduttore: la mineralità.
Il terreno ha fatto la fortuna di questo vino, poiché le vigne sorgono ai piedi del Monferrato; un vulcano ormai estinto, ricco di ferro che insieme all'umidità presente nel sottosuolo, contribuisce a creare le condizioni ideali per la coltivazione di questo magnifico, ma difficile, vitigno.  
Tutti i vini maturano 12 mesi in barriques e affinano 12 mesi in bottiglia.
Il Dott. Giuseppe Pancrazi ed Io mentre parliamo dei vini della Tenuta

2009 Villa di Bagnolo
limpido, rosso rubino trasparente, colore vivace, al naso si percepisce la frutta rossa, ribes, lampone, floreale di viola, rosa, intriganti note balsamiche, timo, rosmarino, speziato, pepe, ginepro. Tannini abbastanza delicati che con il tempo potranno ammorbidirsi. Acidità, sapidità dovuta al terreno ed alla presenza di ferro. Buona persistenza, corrispondenza naso-bocca; intenso.
2008 Vigna Baragazza (vigne del 1998)
Colore più compatto, concentrato, meno penetrabile, più chiuso al naso. Mora, lampone, pot-pourri, balsamico, speziato di cacao e vaniglia. Intenso, fresco, minerale, più corposo, tannini da levigare, equilibrio che è spostato sulle durezze; presagio di longevità. Più persistente!

2007 Villa di Bagnolo
Ancora più concentrato, note più selvatiche, frutta cotta, fiori secchi, cuoio, pellame, fragolina
Colpisce la mineralità, l'acidità, speziatura di pepe, cannella; intenso, persistente!



2006 Vigna Baragazza
Note balsamiche, rosmarino, salvia, pepe, ginepro, liquirizia, agrumi, arancia sanguinella
Acidità, minerale e tannino da affinare; dotato di buona intensità, persistente con sfumature erbacee.
2005 Vigna Baragazza
Note di polvere, terra, ruggine, pellame e cuoio, frutto che arriva in secondo piano, suggerisce di avvicinarsi con cautela. Ribes Agrumi, cacao, caffè, torrefazione, salvia che emerge dopo aver riposato nel bicchiere.
2004 Villa di Bagnolo
Note più dolci, morbide, una mora molto invitante, anche in confettura. Più delicato in bocca, fruttato, più equilibrio, un po' meno lungo, si percepiscono meno le durezze; per molti (ma non per tutti) il vincitore della serata.

2002 Villa di Bagnolo
Vaniglia, miele di castagno, agrume di arancia rossa, ferro che vira sulla ruggine, sapido, persistente. Note erbacee, cuoio, cacao; vino dotato di buona acidità.


2000 Villa di Bagnolo
Ha bisogno di tempo per aprirsi ma quando lo fa, sprigiona dei profumi di macchia mediterranea, note iodate, salmastre, alga; molto intrigante! Dotato di buona persistenza, è differente dagli altri.


1994 Villa di Bagnolo
Essendo rimaste solo 30 bottiglie, può capitare di trovare delle annate meno performanti. Le bottiglie del 1994 purtroppo non avevano più la spinta di un tempo, ciò non significa che siano tutte così.





Per concludere, dobbiamo comunque tener presente che siamo in Toscana, quindi non possiamo pretendere di ritrovare nel bicchiere le caratteristiche organolettiche che un Pinot Noir di Borgogna può trasmettere. I vini della Tenuta di Bagnolo sono caratterizzati da un'ottima spinta minerale, da una gradazione alcolica importante, da una concentrazione di frutto e colore che, soprattutto nel "Vigna Baragazza", spiccano.
Un ringraziamento doveroso a Fabio Sanesi che ha realizzato (come sempre) delle splendide foto!!!
....e alla Villa le Farnete!!!

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